Esercizi per gestire gli attacchi di Panico
Molti sono i modi per gestire un attacco di panico che a differenza dell'ANSIA può arrivare improvvisamente e senza una causa specifica.
Il soggetto si sente impreparato e vulnerabile, con tutte le conseguenze che ne derivano,lo stato in cui si verte è incontrollabile,ma oggi esistono diversi modi per gestirlo.
COUNSELING AZIENDALE,IMPRESA E CAUSELING,PNL,CNV,VISUALIZZAZIONE,TECNICHE DI COMUNICAZIONE,TECNICHE DI PERSUASIONE,ENTRARE IN RELAZIONE,MODIFICARE LA PROPRIA IMMAGINE,CONSAPEVOLEZZA,MEDITAZIONE
17/04/20
attacchi di panico
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15/11/19
Chi ci giudica...
Il meglio di se stessi...come scegliere di essere .
SIAMO LA CONSIDERAZIONE DI COLORO CHE CI GIUDICANO.
Cerchiamo conferme da altri per essere sicuri ,aspettiamo l'assenso, una totale sfiducia in quanto si crede avviene se ci viene dato un giudizio negativo al nostro progetto.
Siamo il risultato che gli altri creano.
Come uscire dal guscio nela quale gli altrici chiudono...
Tu puoi se vuoi...
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24/01/17
Trasformare il pensiero in azione
AFFRONTARE E RISOLVERE UN PROBLEMA
Il problema non si cancella, si trasforma per essere superato, aggirare o trascinare un problema significa dar vita al nostro bambino interiore che si prodiga a ripetere il modello di soluzione che conosce da bambino ,per affrontare i genitori che gli ponevano risoluzioni ai suoi errori, inconsapevole, l'adulto applica gli stessi metodi di valutazione della sua infanzia per la risoluzione dei problemi attuali ,che richiedono una nuova visione del contesto per essere interpretato in corrispondenza delle situazini contigenti ...per fare tutto ciò l'adulto ha bisogno di prendere coscienza di se stesso e di neutralizzare il bambino interiore.
"COME "
Le soluzioni sono già presenti ,se non dai spazio al bambino di agire a tua insaputa,facendo attenzione a come ti muovi su nuove posizioni reali ,agire con nuovi azioni senza essere bloccati da pensieri ingannevoli che cercano solo di ostacolare le risoluzioni che sono pronte ad emergere
Il problema non si cancella, si trasforma per essere superato, aggirare o trascinare un problema significa dar vita al nostro bambino interiore che si prodiga a ripetere il modello di soluzione che conosce da bambino ,per affrontare i genitori che gli ponevano risoluzioni ai suoi errori, inconsapevole, l'adulto applica gli stessi metodi di valutazione della sua infanzia per la risoluzione dei problemi attuali ,che richiedono una nuova visione del contesto per essere interpretato in corrispondenza delle situazini contigenti ...per fare tutto ciò l'adulto ha bisogno di prendere coscienza di se stesso e di neutralizzare il bambino interiore.
"COME "
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psicofloriterapia
AFFRONTARE E RISOLVERE UN PROBLEMA
Il problema non si cancella, si trasforma per essere superato, aggirare o trascinare un problema significa dar vita al nostro bambino interiore che si prodiga a ripetere il modello di soluzione che conosce da bambino ,per affrontare i genitori che gli ponevano risoluzioni ai suoi errori, inconsapevole, l'adulto applica gli stessi metodi di valutazione della sua infanzia per la risoluzione dei problemi attuali ,che richiedono una nuova visione del contesto per essere interpretato in corrispondenza delle situazini contigenti ...per fare tutto ciò l'adulto ha bisogno di prendere coscienza di se stesso e di neutralizzare il bambino interiore.
"COME "
Le soluzioni sono già presenti ,se non dai spazio al bambino di agire a tua insaputa,facendo attenzione a come ti muovi su nuove posizioni reali ,agire con nuovi azioni senza essere bloccati da pensieri ingannevoli che cercano solo di ostacolare le risoluzioni che sono pronte ad emergere
Soluzioni problemi problema solving
AFFRONTARE E RISOLVERE UN PROBLEMA
Il problema non si cancella, si trasforma per essere superato, aggirare o trascinare un problema significa dar vita al nostro bambino interiore che si prodiga a ripetere il modello di soluzione che conosce da bambino ,per affrontare i genitori che gli ponevano risoluzioni ai suoi errori, inconsapevole, l'adulto applica gli stessi metodi di valutazione della sua infanzia per la risoluzione dei problemi attuali ,che richiedono una nuova visione del contesto per essere interpretato in corrispondenza delle situazini contigenti ...per fare tutto ciò l'adulto ha bisogno di prendere coscienza di se stesso e di neutralizzare il bambino interiore.
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Il problema non si cancella, si trasforma per essere superato, aggirare o trascinare un problema significa dar vita al nostro bambino interiore che si prodiga a ripetere il modello di soluzione che conosce da bambino ,per affrontare i genitori che gli ponevano risoluzioni ai suoi errori, inconsapevole, l'adulto applica gli stessi metodi di valutazione della sua infanzia per la risoluzione dei problemi attuali ,che richiedono una nuova visione del contesto per essere interpretato in corrispondenza delle situazini contigenti ...per fare tutto ciò l'adulto ha bisogno di prendere coscienza di se stesso e di neutralizzare il bambino interiore.
"COME "
Le soluzioni sono già presenti ,se non dai spazio al bambino di agire a tua insaputa,facendo attenzione a come ti muovi su nuove posizioni reali ,agire con nuovi azioni senza essere bloccati da pensieri ingannevoli che cercano solo di ostacolare le risoluzioni che sono pronte ad emergere
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13/02/14
MASTER DI CRESCITA PERSONALE
|
MASTER BREVE IN “CRESCITA PERSONALE” Il Master breve in “Crescita personale” è un’ottima opportunità per chi aspira a qualcosa di più di una esistenza ordinaria; per chi vuole sperimentare ed acquisire strategie e tecniche con cui sfruttare al meglio tutte le proprie capacità e risorse, ottenendo i risultati desiderati in un clima di benessere. Un percorso intenso ed emozionante per superare i propri limiti e condizionamenti negativi, alla fine del quale ogni sfida o traguardo non sarà più irraggiungibile.
Obiettivi
·
acquisire padronanza nella comunicazione interpersonale;
·
sviluppare capacità di osservazione e ascolto;
·
creare, mantenere e guidare una relazione interpersonale;
·
gestire i propri stati d’animo: accedere a stati di rilassamento
e di benessere;
·
usare le sottomodalità per migliorare il concetto di sè;
·
trasformare le convinzioni limitanti in potenzianti;
·
scoprire e sperimentare gli stati profondi.
Destinatari
Professionisti, dirigenti, insegnanti, educatori, formatori, impiegati,
operatori sociali e sanitari, imprenditori, manager, responsabili risorse
umane, studenti e tutti coloro che desiderano esprimere il meglio di sé ed
ottenere risultati reali e verificabili.Il Progetto completo è strutturato in due percorsi formativi complementari.
·
I modulo: Comunicare
con successo nel benessere.
·
II modulo: Autostima
e il potere delle convinzioni.
Durata: 5 giornate full immersionPartecipanti: numero chiuso di 15 iscritti. per ulteriori informazione elidacounselor@gmail.com |
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03/08/10
COUNSELINGAZIENDALE: LE MAPPE MENTALI
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20/07/10
LE MAPPE MENTALI
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11/11/08
problema solving
Il problem solving: il metodo dei cinque passi
l'espressione sembra arcana, ma indica semplicemente l'attività con cui si tenta di risolvere un problema. Spesso i gruppi, in azienda, si formano proprio attorno a un problema: ridurre al minimo il livello delle scorte a magazzino, sciprire perchè la percentuale di scarti è in aumento, ridistribuire le respensabilità all'interno del reaprto... ed è proprio quando si trovano davanti a un problema che molti gruppi entrano in crisi: perchè non hanno un metodo per affrontarli.Lavorando da soli la cosa è meno grave: a forza di esperienza, magari senza nemmeno rendersene conto, ciascuno trova il suo metodo. Ma quando si lavora in gruppo, o meglio in team, se non si ha un metodo comune ci si ostacola a vicenda, e mentre il tempo scorre inesorabile si finisce travolti dalla fretta, dalle urgenze: si va avanti di corsa senza arrivare da nessuna parte.Di metodi per affrontare un problema ce ne possono essere diversi; L'importante è averne uno: esplicito e condiviso. In SCTraining proponiamo quello dei cinque passi:1. stabilire qual è il vero problema;2. raccogliere e analizzare i dati;3. definire l'obiettivo;4. identificare le possibili soluzioni;5. scegliere la soluzione migliore.Stabilire qual è il vero problema. Sembrerebbe ovvio, ma lo è meno di quanto sembra. L'errore più frequente nel lavoro di squadra è proprio quello di precipitarsi a tentare soluzioni senza far chiarezza sul problema: si combatte contro i sintomi ma non si arriva ad afferrarne le cause. E qui non ci sono scorciatoie: per inquadrare un problema bisogna investirci il tempo necessario: ascoltare tutti, discutere con tutti, porre e porsi delle domande...di qualità. Sappiamo infatti che la qualità delle risposte è direttamente proporzionale alla qualità delle domande. E se non si è sicuri, procedere al secondo passo lasciando la questione aperta: la raccolta e l'analisi dei dati potrà contribuire anche a chirire meglio quale sia il vero problema.Raccogliere e analizzare i dati. I dati da raccogliere devono essere soprattutto informazioni legati ai fatti: le opinioni non sono dati ma ipotesi, quando non si tratta addirittura di semplici reazioni emotive alla situazione. Nell'istruttoria di un problema occorre un grande realismo: i dati nudi e crudi, come tutti sappiamo, sono spesso sentiti come accuse, come dita puntate verso un qualche responsabile, che si sentirà quindi spinto a dirottare l'indagine verso altre piste; tanto più che la voglia di protagonismo spinge molti a bruciare le tappe e a vendere le proprie interpretazioni come fatti. Proprio per questo occorre ascoltare tutti e analizzare tutti i contributi.Definire gli obiettivi. Definire un obiettivo significa concludere l'istruttoria (l'analisi dei dati): non con la condanna di un colpevole ma con una proposta operativa. L'obiettivo, come si dice in gergo, deve essere SMART: aggettivo difficile da rendere in italiano (qualcosa tra elegante, lucido, astuto, furbo, brillante, azzeccato), ma che in sigla si legge Specifico, Misurabile, Attraente, Realistico, Tempificato. Specifico significa che non ci si può accontentare di impegnarsi a risolvere il problema: occorre precisare che cosa concretamente si intende fare per risolverlo. Definito questo, il resto viene quasi da sè: sono soprattutto gli obiettivi generici che mancano delle altre quattro caratteristiche, soprattutto dei tempi.Identificare le possibile soluzioni. E' soprattutto per lanciare la ricerca delle soluzioni che i tempi dell'obiettivo non devono essere ne troppo immediati ne troppo lontani: nessun vero problema può essere risolto per domani, mentre se si sposta l'orizzonte troppo lontano del problema non rimane che un fantasma. E per la ricerca delle possibili soluzioni, la forza di un asquadra, di un team, sta soprattutto nella collaborazione fra tutti: nella messa in campo di tutte le risorse, di creatività e di competenza, di cui si dispone. Collaborare, naturalmente, significa lavorare assieme: la tecnica del brainstorming, su cui torneremo in uno dei prossimi post di questo blog, non è che uno dei tanti modi.Scegliere la soluzione migliore. Soprattutto alla stretta finale, quando si tratta di prendere una decisione, i pareri saranno più di uno e magari notevolemnte diversi tra loro. I criteri di valutazione possono essere tanti, ma nel lavoro di squadra, a parità di altre condizioni, la soluzione migliore è soprattutto quella che trova il consenso di tutti. Anche su la costruzione del consenso torneremo in uno dei prossimi post.Se tutti i passi sono stati compiuti correttamente, si tratta di un concreto programma di azione in vista di un preciso obiettivo da raggiungere in tempi certi: si tratta cioè della partita in cui tutta la squadra dovrà scendere in campo, al massimo del coinvolgimento e della convinzione.
l'espressione sembra arcana, ma indica semplicemente l'attività con cui si tenta di risolvere un problema. Spesso i gruppi, in azienda, si formano proprio attorno a un problema: ridurre al minimo il livello delle scorte a magazzino, sciprire perchè la percentuale di scarti è in aumento, ridistribuire le respensabilità all'interno del reaprto... ed è proprio quando si trovano davanti a un problema che molti gruppi entrano in crisi: perchè non hanno un metodo per affrontarli.Lavorando da soli la cosa è meno grave: a forza di esperienza, magari senza nemmeno rendersene conto, ciascuno trova il suo metodo. Ma quando si lavora in gruppo, o meglio in team, se non si ha un metodo comune ci si ostacola a vicenda, e mentre il tempo scorre inesorabile si finisce travolti dalla fretta, dalle urgenze: si va avanti di corsa senza arrivare da nessuna parte.Di metodi per affrontare un problema ce ne possono essere diversi; L'importante è averne uno: esplicito e condiviso. In SCTraining proponiamo quello dei cinque passi:1. stabilire qual è il vero problema;2. raccogliere e analizzare i dati;3. definire l'obiettivo;4. identificare le possibili soluzioni;5. scegliere la soluzione migliore.Stabilire qual è il vero problema. Sembrerebbe ovvio, ma lo è meno di quanto sembra. L'errore più frequente nel lavoro di squadra è proprio quello di precipitarsi a tentare soluzioni senza far chiarezza sul problema: si combatte contro i sintomi ma non si arriva ad afferrarne le cause. E qui non ci sono scorciatoie: per inquadrare un problema bisogna investirci il tempo necessario: ascoltare tutti, discutere con tutti, porre e porsi delle domande...di qualità. Sappiamo infatti che la qualità delle risposte è direttamente proporzionale alla qualità delle domande. E se non si è sicuri, procedere al secondo passo lasciando la questione aperta: la raccolta e l'analisi dei dati potrà contribuire anche a chirire meglio quale sia il vero problema.Raccogliere e analizzare i dati. I dati da raccogliere devono essere soprattutto informazioni legati ai fatti: le opinioni non sono dati ma ipotesi, quando non si tratta addirittura di semplici reazioni emotive alla situazione. Nell'istruttoria di un problema occorre un grande realismo: i dati nudi e crudi, come tutti sappiamo, sono spesso sentiti come accuse, come dita puntate verso un qualche responsabile, che si sentirà quindi spinto a dirottare l'indagine verso altre piste; tanto più che la voglia di protagonismo spinge molti a bruciare le tappe e a vendere le proprie interpretazioni come fatti. Proprio per questo occorre ascoltare tutti e analizzare tutti i contributi.Definire gli obiettivi. Definire un obiettivo significa concludere l'istruttoria (l'analisi dei dati): non con la condanna di un colpevole ma con una proposta operativa. L'obiettivo, come si dice in gergo, deve essere SMART: aggettivo difficile da rendere in italiano (qualcosa tra elegante, lucido, astuto, furbo, brillante, azzeccato), ma che in sigla si legge Specifico, Misurabile, Attraente, Realistico, Tempificato. Specifico significa che non ci si può accontentare di impegnarsi a risolvere il problema: occorre precisare che cosa concretamente si intende fare per risolverlo. Definito questo, il resto viene quasi da sè: sono soprattutto gli obiettivi generici che mancano delle altre quattro caratteristiche, soprattutto dei tempi.Identificare le possibile soluzioni. E' soprattutto per lanciare la ricerca delle soluzioni che i tempi dell'obiettivo non devono essere ne troppo immediati ne troppo lontani: nessun vero problema può essere risolto per domani, mentre se si sposta l'orizzonte troppo lontano del problema non rimane che un fantasma. E per la ricerca delle possibili soluzioni, la forza di un asquadra, di un team, sta soprattutto nella collaborazione fra tutti: nella messa in campo di tutte le risorse, di creatività e di competenza, di cui si dispone. Collaborare, naturalmente, significa lavorare assieme: la tecnica del brainstorming, su cui torneremo in uno dei prossimi post di questo blog, non è che uno dei tanti modi.Scegliere la soluzione migliore. Soprattutto alla stretta finale, quando si tratta di prendere una decisione, i pareri saranno più di uno e magari notevolemnte diversi tra loro. I criteri di valutazione possono essere tanti, ma nel lavoro di squadra, a parità di altre condizioni, la soluzione migliore è soprattutto quella che trova il consenso di tutti. Anche su la costruzione del consenso torneremo in uno dei prossimi post.Se tutti i passi sono stati compiuti correttamente, si tratta di un concreto programma di azione in vista di un preciso obiettivo da raggiungere in tempi certi: si tratta cioè della partita in cui tutta la squadra dovrà scendere in campo, al massimo del coinvolgimento e della convinzione.
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